Attività Svolte all'interno dell'Istituto "D.Martuscelli"

 Attività didattico educative

    Scuola Elementare e Media Inferiore 

    Scuola Superiore

    Università

 Attività con soggetti sordo ciechi

 Attività di alfabetizzazione e istruzione informatica

 Attività musicali

 Attività di svago

Attività didattico-educative

Scuola superiore

  Integrazione scuola- famiglia: L’istituto si propone sul territorio come punto di riferimento e anello di congiunzione tra le varie agenzie socio-educativo che ruotano intorno ai ragazzi non vedenti. Innanzitutto già dalla scuola media si svolgono dei colloqui con i ragazzini per guidarli nella scelta dell’indirizzo scolastico da seguire , a seconda delle inclinazioni, delle capacità e degli interessi individuali, inoltre si incontrano le rispettive famiglie per dare loro tutte le informazioni al riguardo .

Successivamente prima dell’inizio del primo anno di scuola superiore, affinchè l’integrazione scolastica non sia un’astratta teoria, ma qualcosa di reale e di proficuo, l’istituto Martuscelli e la scuola statale in cui sarà inserito l’alunno non vedente si scambiano pareri e informazioni, mettendo su una programmazione, così da limitare quanto più possibile eventuali disguidi e disorganizzazioni che potrebbero disorientare il ragazzo in un momento così delicato.

Durante tutto il corso di studi si instaura una fitta e costante rete di relazione con gli insegnanti di base e di sostegno, con il preside, così che scuola e istituto possano collaborare non solo per un proficuo rendimento scolastico, ma anche per seguire da vicino lo sviluppo psico-emotivo dei ragazzi in un’età molto particolare come quella dell’ adolescenza.

In tutta questa rete di scambi occupa un ruolo di primo piano la famiglia, che viene costantemente coinvolta in tutte le decisioni, informata dei progressi e ovviamente dei problemi laddove si presentino, per studiare insieme scuola-istituto-famiglia, strategie per la risoluzione degli stessi.

Sostegno nello studio: Questa è certamente un’ attività di primo piano verso la quale  istituto tende i maggiori sforzi, essendo esso stesso un ente di istruzione.

Ma per sostegno non si intende superficialmente “ aiutare i ragazzi a fare i compiti”,ma è un qualcosa di più profondo così organizzato :

-      innanzitutto si  determinano gli strumenti da utilizzare, materiale tiflo- didattico, apparecchiature tiflo-informatiche, per gli ipovedenti il tipo di scrittura se quella standard i nero o il sistema braille.

-         In secondo luogo il settore delle superiori è affidato ad un gruppo di educatori per consentire ai ragazzi di avere punti di riferimento fissi nell’organizzazione quotidiana, nella gestione dello studio e nei rapporti con enti esterni.Ogni operatore si distingue inoltre per materie nel seguire i ragazzi, ad esempio la matematica e la lingua straniera, in questo gli operatori sono aiutati da docenti specializzati, ad esempio l’area scientifica è affidata ad un docente che segue tutti i ragazzi ospiti dell’istituto. Si è adoperato in parte una divisione per discipline per far sì che ogni operatore dia il meglio di sé secondo anche la sua preparazione culturale e le sue competenze specifiche, in modo che lo studio giornaliero non si risolva in una sterile lettura ma sia accompagnata dove necessario da ulteriori spiegazioni, approfondimenti e discussioni, perché il dialogo e la discussione aiutano a crescere , ad aprire la strada per il formarsi delle proprie opinioni.

-         Terzo punto, ma non per questo meno importante, anzi obbiettivo principale da raggiungere nel corso degli studi , è il conseguimento dell’ autonomia nello studio, importantissima per coloro i quali proseguiranno gli studi all’università.E’ chiaro che non si può raggiungere un obbiettivo così complesso in poco tempo ed infatti il processo è graduale. A tal fine si lavora oltre che con i libri stampati in nero , con materiale stampato in braille, l’istituto è dotato di personale specializzato nella trascrizione dal nero al braille per i propri ragazzi. Determinante per il conseguimento di un’effettiva autonomia è l’apprendimento delle strumentazioni tifloinformatiche, per questo si affiancano allo studio giornaliero attività di alfabetizzazione e approfondimento informatico.

 

Attività socio – ricreative: Queste attività nascono dal bisogno insito in ogni adolescente di socializzare, di sentirsi parte di un gruppo dal quale si senta accettato. E’ vero che i ragazzi vivono l’ adolescenza in modo diverso, e che quindi presentano anche bisogni i difficoltà proprie, individuali, è per questa ragione che nel momento in cui si instaura un rapporto educativo operatore  dopo un’attenta osservazione deve avere ben chiari davanti a sé bisogni e obbiettivi, così da mettere su tutte le strategie educative per conciliare bisogni e obbiettivi da raggiungere. Nonostante ciò si cerca di sviluppare nei ragazzi un sentimento di collaborazione , solidarietà reciproca, di unione ma soprattutto di rispetto per i problemi di tutti.E’ per questo che si da largo spazio a tutte le attività che coinvolgono il gruppo. Si organizzano di frequente uscite, feste in occasione dei vari compleanni o semplicemente per un occasione importante che si vuole condividere insieme, inoltre alla fine di ogni anno scolastico si organizza una gita Italia o all’estero, quest’anno per esempio i ragazzi si sono recati a Parigi insieme agli operatori, è stata un ‘occasione per fare e condividere nuove esperienze, trascorrendo bei momenti tutti insieme. Queste attività ricreative non hanno uno scopo solo ludico, ma sono sostenute da precisi obbiettivi che riguardano l’integrazione sociale, per esempio spesso si coinvolgono i diversi gruppi classe nei quali i nostri ragazzi sono inseriti . Inoltre esse spesso si rivelano importanti per lo sviluppo psico-affettivo a causa delle interazioni che scaturiscono dallo stare insieme, è per tale ragione che al termine di una gita, di una festa spesso vengono scritte delle relazioni. Questo genere di attività si organizzano seguendo gli interessi e le preferenze dei ragazzi perciò da quest’anno si è inserito lo studio approfondito del francese con un’insegnante madrelingua non solo per scopi didattici ma anche per fini personali, ricreativi, per la conversazione. 

Organizzazione e reperimento materiale tiflo-didattico: Al fine di rendere più agevole il percorso scolastico, ponendo sempre come obbiettivo prioritario il conseguimento dell’autonomia nello studio, l’istituto ha avviato una fitta collaborazione con le strutture nazionali e periferiche facenti capo all’unione italiana dei ciechi (biblioteca per ciechi Regina Margherita di Monza,Federazione delle istituzioni pro ciechi,centro nazionale del libro parlato, centro nazionale tiflotecnico ) presso le quali viene reperito gran parte del materiale scolastico, extrascolastico e universitario, fermo restando che l’istituto dispone di un servizio di trascrizione di materiale braille esclusivamente per gli alunni dell’ istituto.

Sostegno nello studio Universitario 

 L’Istituto D. Martuscelli tra le altre sue attività si occupa del sostegno universitario dei suoi ospiti ed offre un importante punto di riferimento  per gli studenti universitari non vedenti del Sud dell’Italia. Lo studio e la cultura sono le premesse indispensabili per un futuro inserimento nel mondo lavorativo e sociale e l’Istituto si impegna perché vengano garantiti il diritto allo studio e all’integrazione del non vedente. Il sostegno universitario prevede un’assistenza individualizzata :la presenza dunque di un operatore per ciascuno studente non vedente. Il sostegno universitario si realizza in due momenti diversi: un primo di conoscenza dello studente, delle sue attitudini e dunque di orientamento; un secondo più propriamente di assistenza nello studio.

  L’ORIENTAMENTO UNIVERSITARIO

In quanto alla scelta della facoltà  e del corso di laurea da frequentare, l’assistente raccoglie informazioni circa le attitudini, le preferenze e si preoccupa di organizzare visite presso gli atenei della città. La scelta del corso di laurea è soprattutto scelta di  un percorso di studi che garantisca il diritto allo studio del non vedente e la sua integrazione nel tessuto sociale. L’Istituto D. Martuscelli a questo proposito ha già avviato un discorso di collaborazione con l’Istituto S. Orsola Benincasa di Napoli.

  L’ASSISTENZA UNIVERSITARIA

L’assistenza invece comprende una serie di aspetti che fanno parte della vita universitaria e che possono essere così riassunti in:

-a) pratiche universitarie di carattere più propriamente burocratico, che riguardano l’iscrizione al corso di laurea;il reperimento dei programmi per ciascun esame; la prenotazione degli esami di profitto;l’avvio delle pratiche per ottenere borse di studio,esoneri dalle tasse e contributi per l’acquisto del materiale di studio;contatti con la segreteria didattica in genere.

-b )reperimento del materiale di studio e dunque dei testi in stampa braille,audiocassette, floppy disk .

In quanto all’aspetto del materiale didattico va detto che l’Istituto D. Martuscelli dispone di un proprio laboratorio dotato dei più moderni sistemi informatici e di una trascrittrice dei testi in braille. Inoltre l’Istituto si rivolge alle istituzioni “prociechi” presenti sul territorio come “Il Libro Parlato” con sede a Napoli o l’”Istituto Tiflotecnico” di Caserta e su territorio nazionale alla “Biblioteca per ciechi B. Margherita “di Monza che provvede sia ai testi in braille che a quelli su dischetti informatici.

-c) contatti con i docenti;

-d) assistenza e trasporto per  la frequenza dei corsi;

-e) assistenza durante lo svolgimento degli esami.  

Attività con soggetti sordo ciechi

La nostra esperienza nel campo dei cieco sordi è iniziata nel 1996 quando ad un’operatrice dell’Istituto fu affidato un adolescente affetto da un duplice handicap sensoriale, cecità congenita e sordità degenerativa. In seguito, l’inserimento di altro soggetti sordo ciechi ha fatto nascere l’esigenza di affidare questi ad operatori cercando di mantenere un  rapporto individuale tra soggetto operatore. Il contatto quotidiano con questi ragazzi, ha permesso di capire che la sordo cecità è un problema molto più grave della semplice cecità o sordità, esse sono persone che vivono avvolte dal buio e dal silenzio ma immerse in una società come la nostra in cui hanno un peso preponderante le immagini  e i suoni.

L’insieme di tutte queste esperienze ha fatto emergere le seguenti problematiche:

1)        in primo luogo, il disadattamento, l’isolamento la solitudine, dovute alla difficoltà di comunicazione e alla mancanza di un’informazione adeguata, riguardante le difficili situazioni di vita legate alla sordo cecità;

2)        in secondo luogo la mobilità dentro e fuori casa e la dipendenza quasi totale dal nucleo familiare;

  L’obiettivo primario che si propongono gli operatori dell’ Istituto “D. Martuscelli” è un sostanziale miglioramento della qualità della vita dei sordo ciechi.

  Il nostro lavoro  si articola sia offrendo un sostegno nello studio, sia indirizzando i soggetti cieco sordi ad istaurare rapporti positivi con gli altri, partendo dai ragazzi non vedenti presenti in Istituto, per arrivare poi ad un’integrazione sociale soddisfacente. Infatti, in tutte le attività socio-ricreative previste, sono coinvolti oltre ai soggetti cieco sordi ,anche gli altri ragazzi non vedenti loro coetanei.

Le attività che si svolgono in istituto sono:

1)        attività psico-pedagogiche

2)        attività di socializzazione

3)        attività di formazione e comunicazione.

ATTIVITA’ PSICOPEDAGOGICHE

  Tra le attività psico-pedagogiche, l’interesse  si rivolge a quel toipo di attività che riguardano l’acquisizione’acquisizione dell’autonomia personale al fine di lavorare sull’indipendenza nonché sull’autostima del soggetto, mediante anche la cura per la propria persona, immersi come siamo oggigiorno nella società dell’immagine e dell’estetica.

AUTONOMIA PERSONALE E DOMESTICA

  L’autonomia domestica è  intesa comel’insieme delle attività  e delle competenze  ed abitudini cognitive necessarie alla gestione di tutte le attività della vita quotidiana, lavorativa e sociale.

Il programma da noi svolto è cosi articolato

1)  Igiene e cura personale                       

·        come quando e perchè occorre lavarsi le mani                               

·        fare la doccia o il bagno

·        imparare a lavarsi i denti con ulteriore motivazione per la relazione sociale  

·        imparare a radersi

  2) A Tavola                   

·        postura e comportamento

·        orientamento sul tavolo e nel piatto

·        uso delle posate

·        versare bevande calde e fredde

·        tagliare il cibo

  ATTIVITA’ DI SOCIALIZZAZIONE

  Le attività di socializzazione hanno un ruolo importante, in quanto come obiettivo mirano alla soddisfazione del bisogno di comunicazione e di contatto umano , che caratterizza il soggetto sordo-cieco. Le nostre attività di socializzazione  investono l’aria ricreativa attraverso esperienze di gruppo sia all’interno sia all’esterno dell’istituto; come l’organizzazione di gite non ultimo il viaggio culturale A PARIGI NEL Maggio del 2001 in cui hanno partecipato i cieco sordi e i non vedenti .Questa esperienza si è rivelata un Grande successo dal punto di vista  umano., sociale e culturale.  

ATTIVITA’ DI FORMAZIONE E DIVULGAZIONE DEI METODI DI COMUNICAZIONE INTERPERSONALE DEI  CIECO-SORDI

  La comunicazione riveste un ruolo preponderante in una società come la nostra , al fine di trovare un valico nel muro che circonda il soggetto sordo cieco, sia da un punto di vista visivo che uditivo. Noi Operatori per cieco  sordi dell’Istituto "D.Martuscelli" lavoriamo anche per la divulgazione dei sistemi di comunicazione alternativi a quello verbale, primo tra tutti il sistema Malossi.  Il sistema Malossi è il codice lingua dei soggetti cieco sordi , questo metodo inventato da E. Malossi che fu alunno dell’Istituto “Martuscelli” utilizza il canale tattile kinestetico

  BREVE STORIA DI EUGENIO MALOSSI

  Eugenio Malossi nasce nel 1883 normodotato all’età di sette anni in seguito ad una caduta di cavallo diventa cieco sordo e per un pò di tempo perde la capacità motoria. Viene poi ospitato dall’Istituto "D. Martuscelli" e la sua educazione è affidata al maestro Artusi: Tuttavia Eugenio fino all’età di sette anni cioè fino a prima che accadesse l’incidente aveva avuto uno sviluppo motorio, logico cognitivo e del linguaggio normale. Artusi inizia a lavorare offrendo al piccolo Eugenio un ambiente a lui familiare “la classe allo scopo di fargli rievocare immagini passate“ infatti il piccolo conosceva cosa e come fosse un banco una   lavagna ,i quaderni…..   Il maestro Artusi tenta di stabilire un codice di comunicazione ed utilizza come canale la mano. Questa si rivela una scoperta straordinaria tanto da diventare un codice- lingua che prende il nome dello stesso Malossi Questo metodo si rivela efficace tanto che lo stesso Eugenio sarà poi maestro di altri piccoli cieco sordi ricordiamo il celebberrimo  cado di Annina una bambina cieco sorda che arriva in istituto nel 1910. Il primo grande risultato che ebbe con Annina è stato quello della risposta del si e del no. Sempre nello stesso anno Malossi costruisce una testa di cera aperta dietro e con una grossa bocca in modo da permettere ad Annina di toccare i punti dove sono posizionate le vocali e le consonanti Malossi in questo lavoro si fa aiutare da un non vedente per capire e valutare gli sforzi di Annina. Malossi riesce  a far parlare la bambina ad insegnarle il braille e la lettura della mano dimostrando che l’educazione è principalmente un momento d’amore.  

  Il fine: il fine e di rendere l’ambiente ospitante quanto più è possibile accogliente per poter vincere la solitudine e il silenzio che caratterizzano la vita del cieco sordo.

  Integrazione e sostegno scolastico dei sordociechi

  Si da importanza ad un proficuo percorso scolastico e ad una buona integrazione all’interno delle strutture scolastiche, ma il percorso scolastico è preso in considerazione sotto una diversa prospettiva riguardante il futuro del soggetto nell’ambito della società. Ciò consiste nel permettere a questi di conoscere più approfonditamente le diverse realtà con le quali dovrà confrontarsi in un futuro più o meno lontano. Lo studio, infatti, e la conseguente cultura sono le premesse indispensabili per fare uscire queste persone dal loro sostanziale isolamento, studiare quindi vuol dire fare uno sforzo di impegno personale per vivere meglio, soprattutto per chi ha problemi di comunicazione, significa mettere in atto delle strategie comunicative, che ne aumentano il valore morale e pratico. In continuità col discorso scolastico, gli operatori si impegnano a guidare e a  sostenere la persona sordo cieca nel suo ingresso e nei suoi studi nel mondo universitario, in vista positiva integrazione nel tessuto sociale. Nel percorso di studi scolastici si ritiene fondamentale avviare il sordo cieco verso l’istruzione degli ausili informatici per la conquista di una maggiore autonomia nello studio. Gli Ausili informatici sono alla base e parte integrante delle attività dell’istituto “Martuscelli”, per ogni attività scolastica e extra scolastica, il soggetto cieco sordo si avvale dell’aiuto di tali strumenti, con lo scopo di passare dall’utilizzo assistito degli stessi ad un utilizzo autonomo. Si parte ovviamente dall’acquisizione di nozioni più semplici fino ad arrivare all’uso autonomo di Internet, risorsa ritenuta oggi fondamentale per un soggetto cieco sordo che è in un certo senso escluso dalla realtà e che tramite Internet si apre a risorse vastissime e senza confini come per esempio la posta elettronica.

  Attività Informatica e di trascrizione braille

Uno delle principali attività che si svolgono quotidianamente all'Istituto "D.Martuscelli" è l'attività di alfabetizzazione informatica . Tale attività avviata nel mese di Novembre 1999 , impegna attualmente 25 ragazzi di tutte le fasce di età scolastica. Molteplici sono le problematiche dei soggetti che svolgono l'attività informatica ; infatti alcuni soggetti oltre ad avere disabilità  visive hanno  anche problemi uditivi e motori. L'organizzazione dell'attività informatica è stata lunga e faticosa in quanto sono stati esaminate le potenzialità e gli obiettivi che ogni soggetto poteva perseguire. Inoltre tale attività deve insegnare agli allievi l'utilizzo del computer e dei suoi software in relazione alle attività didattiche. Questo perché solo attraverso l'utilizzo del computer e dei relativi ausili  tifloinfomatici  è possibile agevolare in modo consistente lo studio dei ragazzi disabili della vista. L'attività informatica è stata quindi organizzata in fasce scolastiche: difatti in istituto si svolge attività informatica per bambini delle scuole elementari ( I livello ) , ragazzini delle scuole medie ( II livello ) , studenti delle scuole superiori e dell'università (III livello ). Tale organizzazione dell'attività permette di impartire nozioni informatiche adeguate alle  esigenze degli allievi. Volendo esaminare in modo sintetico i programmi svolti si ha che: 

1) Tema fondamentale dei bambini delle scuole elementari è l'apprendimento della tastiera e di una videoscrittura elementare come Wordpad o di un editor come Blocco Note;

2) Per i ragazzi delle scuole medie il programma si articola sull'utilizzo di un programma di videoscrittura avanzato come Word e sull'utilizzo degli strumenti di calcolo automatico come la calcolatrice;

3) Gli studenti delle scuole superiori e università hanno come tema portante della loro attività informatica l'uso avanzato di una videoscrittura , di un foglio di calcolo e di un programma di riconoscimento testi e traduzione in Braille per una più larga autonomia nello studio. 

E' utile notare che insieme alle nozioni di cui ai punti 1,2,3 ) è necessario istruire gli allievi sull'uso degli ausili tifloinfomatici. Anche qui una differenziazione va fatta: tre sono i possibili approcci al pc da parte di disabili della vista e sono utilizzo attraverso sintesi vocale o terminale braiile (approccio utilizzato dai non vedenti ) , utilizzo con programma di videoingrandimento  (soggetti ipovedenti) .

L'utilizzo di una sintesi vocale è indicato per una persone  non vedente che non conosce il Braille e che è alle prime armi con un personal computer . La guida attraverso la voce dei comandi che l'utente non vedente impartisce al pc è molto più immediata e comprensibile. Di sintesi vocali ve ne sono di diversi tipi e per tutti gli ambienti operativi come Windows 95/98/Me/NT/2000 , Mac Os e per MS-DOS. La sintesi vocale deve riprodurre il contenuto dello schermo in modo organizzato e logico per dare idea al non vedente di quello che fa e del contesto in cui si trova. Il terminale Braille presuppone la conoscenza del Braille però ha il vantaggio di svincolare l'utente non vedente dalla tastiera del pc in quanto esso ha la possibilità attraverso dei comandi posti sul terminale di comandare direttamente il pc. 

 

un nostro allievo al computer  Veduta del laboratorio di informatica dell'Istituto D. Martuscelli . Il nostro allievo sta utilizzando l'ambiente Windows 98 con una sintesi vocale che traduce l'output grafico testuale in voce. 

 

 

 

 

Il nostro laboratorio è equipaggiato con N. 10 postazioni informatiche attrezzate con le più moderne tecnologie di accesso tramite terminale braille e sintesi vocale. inoltre è attivo nella LAN (rete locale) una connessione internet permanente che permette la navigazione e la consultazione della posta elettronica . Obiettivo dell'Istituto è permettere ai ragazzi la consultazione di biblioteca on-line  

 Altra attività dell'Istituto D. Martuscelli è la trascrizione Braille attiva dal novembre del 1999 che permette di avere a disposizione degli studenti una trascrittrice braille che attraverso una postazione informatica consente di stampare in braille i testi scolastici . Tutto ciò è reso possibile dall'utilizzo di una postazione informatica composta da pc , scanner e stampante braille (vedi figura).

 

Una stampante braille ad interpunto (doppia facciata di stampa)

 

 

 

 

 

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